martedì 26 giugno 2012

Damashi

Riguardo al damashi in fase di studio in questi giorni (finta di tecnica in avanti, seguito da de-ashi-barai/ko-soto-gari/ko-soto-gake), consiglio di vedere questo video suggeritomi sempre da Ernesto.
Esemplare la capacità di questo Judoista nel creare la condizione necessaria per spazzare, o all'occorrenza fare ko-soto-gake quando l'avversario è più piantato nella difesa.
Lo schema è sempre: finta in avanti, tecnica indietro.

Da notare anche la prosecuzione a terra in juji-gatame, che studieremo a seguire.

Vediamo il video:


a presto!

martedì 12 giugno 2012

Tirare spingere e usare il corpo correttamente...

Roppo no Kuzushi

Ciao a tutti mi segnalano due video, che vedo prontamente, e  ve li giro, perchè trovo esemplare il modo di muoversi e usare il corpo per causare perdita di posizione nell'avversario ed effettuare entrate. I Video sono del maestro Tsunoda, alle prese qui con atleti da varie parti dell'Europa.




Nella breve parte introduttiva di riscaldamento vediamo lavori a corpo libero di nostra conoscenza...

Buona visione!

p.s. ringrazio Ernesto per la segnalazione!

venerdì 1 giugno 2012

Entusiasmo e Passione

Ho già parlato delle difficoltà e frustrazioni lungo il cammino di chi pratica arti marziali. Spesso queste frustrazioni sono accompagnate però da cattive abitudini. Un noto maestro diceva spesso che il judoista ha tre grandi nemici lungo il suo percorso: la noia, l'abitudine e l'invidia.
L'abitudine è forse il più subdolo, perché spesso travestita da qualcos'altro. 
Le cattive abitudini che nascono quando non si riesce bene o non si ottengono i risultati sperati (a volte pure a fronte di un grande impegno!) sono in pratica dei pensieri. A lungo andare questi pensieri possono farsi più forti e mettere radici, portando anche all'abbandono della pratica.
Pensieri come "tanto non riesco", "non posso" etc... sono gli esempi più comuni. 
Il fatto di trovare questi ostacoli lungo il cammino ci appare come un'ingiustizia, non vorremmo proprio noi doverci avere a che fare... ma il punto penso sia che il Judo, come le altre discipline, abbia come primissimo obbiettivo proprio questo traguardo: misurarsi con le difficoltà e superarle, tanto quelle esterne e ancor di più i conflitti interiori. E' un fardello che condividiamo proprio tutti quanti, non c'è nessuna ingiustizia in questo. C'è bensì un'opportunità.

La prima arma che abbiamo è la passione, non penso ci sia molto da dire a riguardo. Da inesperti riconosciamo che c'è qualcosa (non sempre molto definito), che ci affascina e che vorremmo scoprire a fondo; è come un'immagine mentale di come vorremmo essere, all'inizio può apparire un po' sfocata, ma più passi avanti facciamo e più riconosciamo di aderire a quell'immagine che intanto si fa più nitida. Una sorta di atto di fede inizialmente, non per niente all'inizio ci si "affida" alle mani di un maestro... 
Questa immagine, questa passione, ci accompagna sempre nel cammino.

C'è poi l'entusiasmo, le cui fonti sono diverse. Per esempio la gioia di essere in mezzo ai compagni di pratica e di poter praticare con soddisfazione può darci grande entusiasmo. 

Un'altra fonte può essere l'esempio, che può arrivare da un compagno più bravo, o dal nostro insegnante, o da qualcuno che vediamo compiere qualcosa che ci entusiasma appunto... e ci ispira, e a volte ci commuove...


Prima di dire "non posso" o "non riesco"...






Qualcuno che quando ha preso in mano la spada aveva già nella mente questa immagine di sé, forse nemmeno tanto sfocata...


Henry Smalls alla 9° Edizione dei Campionati Mondiali di Kendo