venerdì 27 aprile 2012

Cutting off the Bull's Horns... ovvero tagliare le corna al toro.

Trevor Pryce Leggett (1914 - 2000)


In questo post voglio uscire temporaneamente dall'ambito prettamente fisico, per approfondire un argomento che ha molto a che fare con il judo, inteso in senso tradizionale o se preferite come "via per la vita".


Per parlare di questo argomento prendo a prestito un breve scritto di Trevor Leggett (grande esperto e maestro di Judo, che studiò per moltissimi anni direttamente in Giappone grazie al suo lavoro presso la BBC), inserito nel suo libro "The Dragon Mask and other Judo stories in the Zen tradition" (Ippon Books Ltd.). 


Questo argomento potrebbe stridere alle orecchie di chi mira, attraverso il Judo, ad ottenere risultati tramite l'approfondimento mirato di alcuni "speciali" (Tokui Waza), perchè quando si parla di "tagliare le corna del toro" ci si riferisce alla necessità, per chi è sulla via del Judo, di mettere da parte temporaneamente ciò in cui si eccelle, per cercare nuove strade. Certo non è mai troppo tardi, o quasi mai, ma un allievo abituato a ragionare in questi termini sin dalla tenera età avrà meno resistenze a ritenere utile una tale condotta. Nel migliore dei casi le altre persone annuiranno dandovi ragione, per poi tornare al loro randori di sempre.


Un passaggio interessante, che traduco liberamente dal testo di Leggett:


"Ma coloro i quali hanno fiducia nel proprio insegnante e realizzano il fatto che il loro insegnante ha fiducia in loro, seguono il suo suggerimento e lasciano da parte per un po' di tempo la tecnica preferita. Questi allievi così facendo riescono a sviluppare un'azione libera, e non fissata su di un punto soltanto. Possono muoversi liberamente. Se l'opportunità si mostra la possono cogliere poiché le loro menti non sono fissate su di una singola tecnica o opportunità."


e ancora:


"Questo è un lato del Judo molto importante sia tecnicamente, sia spiritualmente [...]"


Quindi il vostro speciale, ottenuto in anni di pratica, è come le corna del toro. La sua arma micidiale, ma unica. 
Leggiamo un altro passaggio interessante a riguardo, in cui Leggett paragona ironicamente il nostro speciale ad una pistola molto grossa:


"Così noi ce ne andiamo in giro a caccia di opportunità, o cercando di crearne, in modo da poter spianare la nostra pistolona. Ma in verità la gente in qualche modo ha un sesto senso per non ritrovarsi di fronte ad una pistola, anche se sta nascosta tra i cespugli."


Questo passaggio divertente si riferisce al fatto che molto spesso quello che noi riteniamo un buon attacco è già passato al vaglio del nostro avversario in anni di pratica permettendogli così di bloccarlo o schivarlo in maniera automatica, e se anche così non fosse, alla seconda o alla terza caduta comincerà a formarsi nel nostro compagno una "abitudine" che lo metterà in grado di fermare il nostro attacco.


Argomenti come questo sono molto presenti nella tradizione marziale Giapponese, tanto che in scritti della famiglia Yagyu sull'attitudine mentale da tenere nel combattimento con la spada (e in generale nel combattimento), troviamo continui richiami a non permettere alla mente di soffermarsi su un punto, ovvero di formulare pensieri del tipo "ora attaccherò la testa" oppure "mi vuole fare una finta" o infiniti altri pensieri.
La tensione del praticante dovrebbe dunque essere quella di cogliere tutto ciò che lo circonda, e agire di conseguenza.


Nel mio personale parere il Judo rappresenta, con il Kendo e alcuni stili di kenjutsu, l'unico sistema di combattimento che permette alle persone comuni di sperimentare simili "stati".
A patto di non estremizzarne il lato sportivo, come appunto accade nel Judo e nel Kendo.


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mercoledì 25 aprile 2012

Kumi Kata... allenare le prese


L'argomento "prese" è attualissimo ormai da decenni nel judo agonistico. Per contro è invece deprecato nel judo tradizionale quando l'eccesso di tatticismi va contro lo spirito originario del judo, in quanto si cerca attraverso lo studio delle prese di favorire la propria presa, ostruendo quella dell'avversario (e nel frattempo perdendo un sacco di tempo).
Non mi interessa polemizzare su chi sia nel giusto, a ognuno il proprio judo. Può essere molto interessante invece capire come rinforzare le prese attraverso esercizi specifici.

In linea generale potremmo partire dicendo che, come molti sapranno, bisogna concentrare la forza principalmente nella chiusura del dito mignolo, forza che gradualmente deve diminuire spostandosi verso il dito indice. Enfatizzare la chiusura del dito mignolo è argomento fondamentale in numerose altre discipline orientali, pensiamo al karate, in cui si raccomanda di serrare il pugno partendo dal mignolo (e richiudendo il tutto con il pollice), fino ad arrivare al gesto di "te-no-uchi" del Kendo (e in generale nel maneggio della spada nella scherma tradizionale giapponese), gesto che aggiunge ulteriori slancio, velocità e precisione alla punta dell'arma. Notare che i Giapponesi contano a partire dal mignolo... 

Questa premessa allo scopo di ricordare di prediligere questo modo di "prendere" anche quando andremo a praticare esercizi specifici, che potremmo voler modificare appositamente per i nostri scopi. Ricordo poi che una buona padronanza dei kumi-kata del judo, oltre agli effetti sul combattimento in piedi, facilita  l'esecuzione delle tecniche di strangolamento in primis, ma anche delle leve.

Un esercizio che trovo molto interessante è l'arrampicata alla corda, per due motivi: il primo è ovviamente che si rinforzano le mani e i polsi, il secondo motivo - meno scontato - è la capacità di fare cambi di presa rapidi, precisi e saldi. Questa qualità è davvero indispensabile nel ne-waza come nel tachi-waza.
Vediamo un video sempre di beyondgrappling:



A breve posterò nuovi esempi... 

lunedì 23 aprile 2012

Mixing it up! Mescolare esercizi e ritmi

Tra le ultime novità (che niente hanno di nuovo in verità) nel campo della preparazione fisica "gli esperti consigliano" (perdono...) di mescolare, in maniera intervallata, esercizi che coinvolgano differenti gruppi muscolari. Questo permetterebbe due effetti, uno di bruciare più calorie, l'altro di intervallare lo sforzo di un muscolo con quello di un altro permettendo un leggero recupero.

Considerato che nel nostro amato Judo abbiamo già l'uchikomi che è quanto di più differenziato e aderente a questo concetto, coinvolgendo infatti parte alta e bassa del corpo, mettendo alla prova la propria coordinazione, con uno sforzo graduale dalla prima all'ultima entrata e il kakè (proiezione a terra) finale che libera l'energia e ci insegna a incanalarla nella tecnica, di volta in volta in maniera differente a seconda della tecnica, e  considerando poi che l'uchikomi può essere eseguito a destra e a sinistra... a patto di farlo bene ovviamente...

...tutto ciò premesso, vediamo alcuni esempi che possono esserci utili nella preparazione da soli:
  • Squat intervallato ad una trazione con entrambe le braccia (con theraband o equivalente). Scopo: rinforzare le gambe abituandole allo sforzo di salita-discesa porta grandi vantaggi nelle tecniche di caricamento in cui il baricentro deve scendere. Il lavoro delle braccia può variare in altezza. L'utilizzo dell'elastico mi permette di mantenere la schiena più dritta facendo lavorare le ginocchia in sicurezza:
video


  • Piegamenti sulle braccia intervallati a sollevamento di due pesi o di due kettlebell (uno per mano). Il sollevamento del peso deve essere completo, immaginate il lavoro della mano in presa alla manica del compagno, quando tirate per un'entrata in avanti (es. Hane Goshi). Linko a  titolo di esempio un altro interessante video di beyondgrappling.com :

Kettlebell
  • Saltelli alla corda... banale? Non tanto. E con un'avvertenza, non fateli a piedi nudi a meno di avere una superficie che assorba gli urti del vostro peso, tipo tatami da Judo con telaio sottostante. In alternativa basta usare scarpe da corsa. Per niente scontati, i saltelli con la corda necessitano di una coordinazione elevata tra braccia e gambe, possono essere continuamente variati in saltelli a 2 gambe, su una gamba, alternando tra le gambe, modificando l'altezza del salto, modificando il ritmo di saltello. In particolare l'inserimento di fasi "veloci" all'interno della sessione di saltelli, sarebbe una di quelle tanto decantate tecniche per bruciare calorie con efficacia maggiore rispetto ad un allenamento mono-ritmo.

Questi sono solo alcuni esempi che trovo utili per i nostri intenti, che possono poi essere variati liberamente facendo solo attenzione ai segnali del corpo. Per qualsiasi dubbio rivolgetevi  sempre ad esperti.

sabato 21 aprile 2012

Photo & Video Primavera del Judo 2012

Nella foto il Maestro Aldo Piatti.

Evento organizzato da: www.ilcerchiojudo.it
Con la partecipazione di società da Lombardia, Piemonte e Liguria.

Pippo Piazza, Cristina Sala e Luca Sciutto.



Emilia D'amico e Federico Rebecchi.






Reattività, coordinazione, esplosività, velocità... vediamo degli esempi


Ancora un nuovo interessante video (fonte: Matt Daquino - http://www.youtube.com/user/BeyondGrapplingwww.workoutsforjudo.com ) con esercizi semplici da fare per conto proprio, volti al miglioramento dei tempi di reazione, dell'agilità e della potenza esplosiva. 
In particolare gli esercizi di reattività possono essere usati in maniera interessante nelle classi di judo per le fasce più giovani. 

Interessantissimi, anche se poco approfonditi in questo video, gli esercizi con la cosidetta "agility ladder" (scaletta di agilità), quella specie di scala da elicottero posta a terra. Questo semplicissimo strumento (che nei miei corsi disegno sui tatami con il gesso...), configura possibilità infinite di esercitazioni della coordinazione, in prima istanza la coordinazione oculo-podalica e oculo-manuale, portando poi il praticante ad una confidenza con i movimenti degli arti che è propria del judoista esperto, ovvero che controlla gli arti senza dover utilizzare lo sguardo per guidarli
I compiti da eseguire alla scaletta possono variare, da una semplice corsa sulle punte destra sinistra, ad un passo incrociato (tipo entrata di una tecnica in avanti, come harai goshi), ad esercizi sulle braccia, con la posizione del corpo tipica dei piegamenti sulle braccia, ponendosi con il corpo  frontale o di lato rispetto all'attrezzo. 

Per approfondire e capire meglio alcuni tipi di esercizio alla Agility Ladder vi rimando a questo video, in cui sono presenti anche dei circuiti di functional training piuttosto interessanti:



Attenzione: la proposta che passa attraverso questi video deve sempre essere vagliata in maniera critica, non tutto quello che vedo lo approvo. Ciononostante bisogna testare da sé e farsi una propria idea, tenendo sempre a mente che questi allenamenti non dovrebbero togliere un minuto all'allenamento normale in judogi con i compagni, ma prendere uno spazio del tempo libero.


venerdì 20 aprile 2012

Primavera del Judo 2012


Oggi pomeriggio saremo presenti all'evento Primavera del Judo (ormai alla 7° Edizione!) organizzato dal Maestro Piazza e per l'occasione dalla Polisportiva di Federico Rebecchi di Lecco. A breve in arrivo un resoconto e foto dell'evento. 

nella foto: Il Maestro Giuseppe Piazza

Judo for Kids in Japan... e da noi?


Video come questi possono non dire niente oppure colpirvi... se siete insegnanti di judo e avete a che fare con queste fasce di età, saprete che (in Italia quantomeno) questo grado di partecipazione da parte dei ragazzi, lo spirito di aiutarsi l'un l'altro, l'adattamento del bambino più grande che dà delle difficoltà al più piccolo, senza impedirgli di fare ma mettendolo in condizione di migliorarsi (e senza scocciarsi, ma in pieno spirito judoistico crea un adattamento dell'esercizio), il ritmo della lezione (sostenuto seppure cadenzato dalle prove dei compagni), l'assenza di particolari sberleffi e schiamazzi, tutto questo è il quadro di una lezione ideale che è anche il segno di un'intesa.





Da una parte il bimbo che vede nel judo quello che i nostri ci vedono nel calcio, che pur di essere come quel tal campione a lezione ci vanno pure tutti i giorni e ci spendono concentrazione e fatica fisica, dall'altra l'insegnante che forse ha anche gioco facile, senza voler togliere nulla a lui, a parte forse che dovrebbe migliorare le ukemi dei bimbi (vedo tante brutte cadute sui talloni). 
Risultati così nelle fasce più basse li noto quando il judo si fa giocoso, seppur preservando lo studio della tecnica, ma trasformandola e presentandola loro in qualcosa che all'apparenza è un esercizio da fare divertendosi.








Theraband + Judo

In questo video interessante realizzato da un agonista di alto livello, possiamo osservare l'utilizzo di una banda elastica per fare gli Uchikomi (ripetizioni di una tecnica). L'utilizzo del Theraband verde (livello medio-duro), facilmente acquistabile su Amazon o in genere sul web, consente lo studio della trazione e della postura del corpo corretti, senza un eccessivo ritorno da parte dell'elastico, che ci porterebbe in disequilibrio verso l'indietro. L'ottima resistenza del materiale ci permette anche di eseguire la fase di kake (proiezione) con rotazione finale del corpo, nel caso del video la tecnica è morote seoi nage. Un ottimo metodo quindi, in assenza di un compagno, per approfondire e migliorare le entrate, ma anche per altri esercizi, volti al perfezionamento fisico in generale.


fonte: Matt Daquino - http://www.youtube.com/user/BeyondGrappling - www.workoutsforjudo.com



Judo Workouts

marco
Marco
Ciao a tutti voi lettori, questo blog nasce con l'intento di dare materiale di studio e approfondimento ai miei allievi del corso di Judo alla palestra La Comune di Milano, ma resta comunque aperto a chiunque voglia approfondire argomenti inerenti all'allenamento specifico per questa disciplina, non trascurando anche aspetti tecnici e storici.

Verrano discussi  e presi in esame materiali video, immagini e testi, allo scopo di inserirli in un proprio allenamento individuale, seppur sempre volti al miglioramento delle capacità in ambito judoistico.