venerdì 20 aprile 2012

Judo for Kids in Japan... e da noi?


Video come questi possono non dire niente oppure colpirvi... se siete insegnanti di judo e avete a che fare con queste fasce di età, saprete che (in Italia quantomeno) questo grado di partecipazione da parte dei ragazzi, lo spirito di aiutarsi l'un l'altro, l'adattamento del bambino più grande che dà delle difficoltà al più piccolo, senza impedirgli di fare ma mettendolo in condizione di migliorarsi (e senza scocciarsi, ma in pieno spirito judoistico crea un adattamento dell'esercizio), il ritmo della lezione (sostenuto seppure cadenzato dalle prove dei compagni), l'assenza di particolari sberleffi e schiamazzi, tutto questo è il quadro di una lezione ideale che è anche il segno di un'intesa.





Da una parte il bimbo che vede nel judo quello che i nostri ci vedono nel calcio, che pur di essere come quel tal campione a lezione ci vanno pure tutti i giorni e ci spendono concentrazione e fatica fisica, dall'altra l'insegnante che forse ha anche gioco facile, senza voler togliere nulla a lui, a parte forse che dovrebbe migliorare le ukemi dei bimbi (vedo tante brutte cadute sui talloni). 
Risultati così nelle fasce più basse li noto quando il judo si fa giocoso, seppur preservando lo studio della tecnica, ma trasformandola e presentandola loro in qualcosa che all'apparenza è un esercizio da fare divertendosi.








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